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La nostra società

Tratto da Italiani imbecilli

Ogni settore della società è Stato gerarchizzato. Per il privilegio di pochi, ogni Stato si avvale della gerarchizzazione e inocula ovunque modelli autoritari-competitivi. Gli uomini nascono e crescono in questo brodo culturale. E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che qualsiasi rapporto gerarchizzato non possa contenere il senso cooperativo di un’umanità pacifica, come lo era prima dell’imposizione dello Stato. Nella gerarchia esistono soltanto predisposizioni al contrasto, militarismi, modelli di inenarrabile ingiustizia. Essere uomini e non caporali è un dovere morale. Non serve a niente cambiare i rubinetti di casa se l’acqua è avvelenata alla fonte. Ogni anno, da qualche migliaio di anni, si registrano crimini e atti terroristici. I popoli vivono nel terrore e nell’insicurezza permanente, popoli ridotti in miseria, in ghetti bandierati. C’è chi viene licenziato, c’è chi un lavoro non riesce a trovarlo, i giovani non hanno possibilità per il futuro, le donne subiscono mille angherie, molte persone a cui la Natura ha dato un colore diverso alla pelle vengono discriminate, chi professa una religione è costretto a difendersi da chi ne professa un’altra, tutti sono stati messi in competizione, è la regola, ogni individuo paga per esistere e per avere qualche misero diritto, chi non paga o non può pagare viene rinchiuso e maggiormante vessato, molti si suicidano, e quelli che muoiono sul lavoro non ricevono alcuna attenzione. Il terrorismo è istituzionale, ognuno è ormai un numero, quelli che si siedono a tavola e ringraziano per il piatto di pasta in realtà ringraziano sempre un padrone di cui potrebbero fare a meno. Anche i bambini non sono esenti dal crimine organizzato e dai professionisti del terrorismo, subiscono il plagio di due dottrine che faranno di loro esseri pronti a eseguire ordini e a eleggersi i padroni, tra questi bambini quelli più creativi vengono livellati e annientati da una serie infinita di ‘questo non si fa perché lo dico io’. Ogni anno, da qualche migliaio di anni, si registrano crimini e atti terroristici, ma una società cresciuta e formata in questo crimine, con e per questo crimine, chiama i suoi carnefici ‘onorevoli’ e si indigna quando i carnefici -bugiardi e corrotti- decidono di chiamare un anarchico, in quanto tale, terrorista.

La benedizione degli asassini

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