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Archivio per la categoria ‘società’

Lavoro e dignità

Articolo di Marco Cedolin

Sul fatto che il lavoro possa rappresentare la dignità, così come si evince da uno striscione “lavoro é dignità” srotolato da un manipolo di operai dell’Ilva di Taranto, impegnati ad occupare a turno l’altoforno in odore di chiusura, continuiamo ad avere molti dubbi.Il lavoro molto spesso non é altro che un sacrificio necessario per vivere o sopravvivere e nel migliore dei casi può rivestire un ruolo importante nell’ambito della realizzazione personale, ma non rende liberi, nè tanto meno dignitosi.
La dignità é un qualcosa che alligna nel nostro animo e traspare dalle azioni che compiamo tutti i giorni, a prescindere dal fatto che noi si lavori o si sia disoccupati. (altro…)

Indignados vogliono occupare parlamento spagnolo

Il proprietario di un bar si è schierato a difesa dei ragazzi, impedendo alla polizia di entrare nel suo locale

Nel video, dal minuto 4.18 le gesta del barista eroe. 

Alta tensione, cariche di polizia che usano manganelli e proiettili di gomma, almeno 14 feriti, di cui uno in gravi condizioni, e una ventina di manifestanti arrestati.

Ieri, Madrid è stata teatro di scontri durissimi tra poliziotti e indignados che volevano occupare il parlamento spagnolo. Nella foto, che sta circolando su Facebook, il proprietario di un bar si è schierato a difesa dei ragazzi.

“Il proprietario di un bar litiga con un agente di polizia mentre i manifestanti cercano rifugio all’interno durante la manifestazione degli indignados di ieri a Madrid.” Questa la descrizione a commento della foto.

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Leggi dalla fonte originale: Corriere.it

Smettere di lavorare

Pubblicato in data 30/lug/2012 da 

Articolo di Davide Ragozzini

Questo tempo è il tempo che impone cambiamenti radicali del pensiero, del costume, delle abitudini. Impone lo sviluppo di capacità che ci consentano di avere una visione allargata, quanto meno in termini di possibilità, dell’universo e della sua multidimensionalità, delle nostre latenti capacità intellettive e spirituali. È il tempo che impone una rivisitazione degli schemi sociali, economici ma soprattutto è il tempo in cui urge la nascita di una potente pretesa della nostra libertà.
L’evoluzione, nella sua manifestazione, contraddistingue un individuo (o un piccolo numero) dalla moltitudine.
Non è mai il contrario. Tutte le volte che accade, questo individuo è costretto a lottare con le idee e il costume diffuso e la moltitudine pretende da lui che si conformi e che soprattutto non comprometta, con le sue azioni o propagande, le loro”verità “ sulle quali arroccano le loro false certezze e le loro “comodità”, fatte spesso di ingiustizie. Ma in lui fermenta e si agita una forza oscura che lo spinge inesorabilmente in avanti, talora procurandosi terribili sofferenze ma alla fine accade qualcosa che sembra sospinto da una forza soprannaturale: l’individuo riesce in qualche modo a stimolare l’attenzione della massa che lentamente passa da un torpore caratterizzato da scetticismo e incredulità, divenendo infine capace di innalzare la percezione necessaria a comprendere e ad accogliere la nuova visione.
Il folle, l’eretico, l’anticonformista, il ribelle e il rivoluzionario, improvvisamente viene considerato un eroe, un apripista, molto spesso solo dopo la sua morte. La storia è zeppa di simili esempi ma, nonostante questo, mi chiedo come faccia ancora la moltitudine a non ascoltare, quanto meno, chi canta fuori dal coro. (altro…)

FANCULO IL PIL

Pubblicato in data 24/apr/2012 da 

Siamo abituati a delegare ad altri la nostra esistenza!

Con questo spettacolo interattivo abbiamo voluto aprire una porta su un futuro possibile

nel quale ognuno sarà ricco e responsabile.

Parlo di ricchezza interiore, quella esteriore ne sarà il riflesso

Buona visione